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Mercato Napoli, maturità  e pragmatismo da grande club?


Ciro Lanzillo,
Pubblicato nella sezione Calciomercato
Mercato Napoli, maturità  e pragmatismo da grande club?

Per diventare una grande squadra bisogna anche pensare da grande squadra. L'attuale mercato del Napoli sembra avviarsi a tale politica.


Per diventare una grande squadra bisogna anche pensare da grande squadra. Occorre maturità  e freddo pragmatismo da parte della società , ma soprattutto da parte dei tifosi, inclini ad affezionarsi al singolo. L'onda emotiva che anima una tifoseria calorosa ed eccezionale come quella napoletana spesso può creare situazioni per la quale le attenzioni verso un particolare giocatore fanno passare in second'ordine valutazioni di interesse collettivo della squadra. Ci sono delle considerazioni che lasciano poco spazio ai sentimenti e molto più alla pratica. Una formazione di alto livello o che si appresta a diventarlo, è composta da elementi importanti. E' dunque naturale che la movimentazione dei giocatori che la riguarderanno, sia in entrata che in uscita, sarà  costituita da innesti di grande caratura ma anche da cessioni illustri funzionali, però, a un progetto tecnico di rafforzamento. Un giocatore non viene ceduto necessariamente perchè non tecnicamente valido o meno valido di quello lo andrà  a sostituire. Ci sono aspetti che investono prettamente connotazioni riguardanti le caratteristiche, aldilà  del tasso tecnico. Due giocatori, entrambi tecnicamente bravi, possono avere peculiarità  che li differenziano per struttura fisica, propensione a occupare zone diverse del campo o affinità  a moduli di gioco diversi. Dunque, nonostante ambedue tecnicamente dotati, non sempre riusciranno a esprimere in pieno il proprio potenziale e dare il giusto contributo alla squadra se non inseriti in contesti tattici appropriati.


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Ci sono tanti esempi di grosse squadre che hanno ceduto fior di fuoriclasse lasciando tuttavia inalterato il tasso tecnico generale, grazie all'immediato reinvestimento di quelle somme su giocatori dalle caratteristiche che meglio si integravano alle esigenze della squadra. Ovviamente entra in gioco la competenza della società  nel rendere la cessione illustre una mossa funzionale ad una crescita tecnica. Questo è possibile solo rimpiazzando un campione con un altro campione se non superiore, almeno di pari livello. Ovviamente in una piazza come Napoli, capace di amore infinito verso i propri beniamini, fare discorsi che possono apparire freddi e distaccati, non è facile. E la difficoltà  viene semplicemente dal fatto che il tifo napoletano, così come tutto il popolo partenopeo, ha insito nel proprio DNA la predisposizione ad adottare e cullare tra mille attenzioni chiunque abbia la capacità , in qualche modo, di rappresentarli e di ripagarli regalando loro emozioni, soprattutto se questo è uno dei suoi figli. I tifosi del Napoli sono unici e meravigliosi proprio per questo. E' dunque comprensibile il loro l'atteggiamento e solo chi è napoletano lo può capire. Ma adesso bisogna sforzarsi di considerare solo il bene del Napoli, al di sopra di tutto e tutti. Se c'è da affrontare quello che oggi può apparire un grande sacrificio e un doloso distacco che ben venga. A una sola e tassativa condizione ovviamente: che il sacrificio di oggi sia utile a costruire un grande Napoli che dia tante gioie ai suoi impagabili tifosi. Bisogna fare ragionamenti di ampio respiro e tenere presente che quello che conta davvero è la maglia, aldilà  dei nomi.


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